Inside out e disturbi specifici dell' apprendimento

DATA PUBBLICAZIONE: 30/11/2015

Film della Pixar, uscito nelle sale cinematografiche nel 2015, rappresenta la mente umana attraverso 5 emozioni di base: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. In particolare racconta la vita di una bambina di 11 anni, Riley, che deve affrontare il duro passaggio dall'infanzia all'adolescenza.


Alla realizzazione del film ha collaborato il Professor Dacher Keltner dell'Università di Berkley, California, dipartimento delle Neuroscienze, il quale spiega: “Ci sono studi secondo cui le emozioni positive diminuiscono in questa età”. Difatti, nel film, Gioia e Tristezza ad un certo punto si allontanano dalle altre 3 emozioni: la capacità di provare empatia diminuisce per lasciare spazio all'incertezza.
L'emozione predominante in Riley, fin dalla nascita, è Gioia, “ma la vera protagonista è Tristezza – continua Keltner – perché il film parla dell'allontanamento e della perdita (dell'infanzia)”.
Di solito siamo portati a pensare che emozioni e razionalità siano in antitesi, ma in realtà guidano la nostra percezione del mondo e i nostri ricordi del passato: Tristezza pian piano controlla la mente di Riley, influenzando anche i suoi ricordi, e aiuta Riley a riconoscere i cambiamenti e a prepararla a sviluppare nuovi aspetti della sua identità.
Spesso la tristezza è associata a inattività e passività, invece grazie a questo film viene vista come il motore che unisce le persone mentre stanno affrontando una perdita (sarà proprio Tristezza a far tornare a casa Riley).
Oltre alle emozioni di base, grande importanza assumono le isole della personalità, formate dai ricordi base e dai ricordi della memoria a lungo termine, senza le quali la mente avrebbe assunto il ruolo di un computer meccanico: più a fondo ci sono le fantasie infantili (Bing Bong, l'amico immaginario), la valle dei ricordi perduti, il treno dei pensieri (porta i ricordi base alle isole), le paure (il clown Jangles che le appare negli incubi) e la fabbrica dei sogni (rappresentata come degli studi cinematografici).
In Riley, le isole della personalità sono 5:
1. Isola della Famiglia, che ha a che fare con la nostra rappresentazione della coppia genitoriale e del loro rapporto con noi;
2. Isola dell'Hockey, legata allo sport e al rapporto con gli altri (anche competitivo), alla capacità di affrontare le situazioni, alla scuola e al confronto con gli altri;
3. Isola dell'Onestà, che rappresenta i valori acquisiti fin dall'infanzia;
4. Isola dell'Amicizia, in relazione al rapporto significativo con gli altri;
5. Isola Stupidera, delle stupidaggini, dei ricordi infantili divertenti (da non considerare tipica esclusivamente dell'infanzia).
Le isole della personalità guidano le nostre esperienze e, nel film, in Riley sono particolarmente attive nel momento in cui deve affrontare il suo primo giorno nella nuova scuola a San Francisco, dove si è appena trasferita dal Minnesota, per aiutarla a fare nuove amicizie. A questo punto della sua vita, però, le isole crollano, perché l'esperienza che mette alla prova Riley è talmente forte che le emozioni perdono il controllo e si bloccano (fase di apatia) nel momento in cui Gioia e Tristezza si perdono nei meandri della memoria a lungo termine e le altre emozioni cercano di rimediare da sole alla loro assenza. Allora cosa potrebbe accadere in un bambino con Disturbo Specifico di Apprendimento? Se subisse esperienze negative, come potrebbe sviluppare l'Isola legata alla scuola in modo adeguato? Come potrebbe affrontare le successive esperienze? 
Dopo aver ritrovato l'equilibrio necessario, nella mente di Riley la vecchia “console” viene sostituita da un'altra più aggiornata, con più funzioni per avviarsi all'età adulta, e nascono nuove isole della personalità.
È sicuramente un capolavoro Pixar che si aggiunge alla lunga lista, portando in scena un argomento del tutto nuovo rispetto a quelli comuni in maniera eccelsa.

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