Dalle etichette diagnostiche all'inclusione: un modello di didattica che fa bene a docenti ed alunni

DATA EVENTO: 01/10/2016

Il giorno 1 ottobre 2016 si è tenuto il primo Convegno regionale di SOS Dislessia in collaborazione con la Giunti O.S., presso il Consorzio Universitario di Trapani, che ha impegnati gli uditori per l’intera giornata, dalle 8:30 alle 19:00.


La partecipazione è stata numerosa: insegnanti, tecnici del settore, medici e famiglie si sono riuniti per assistere a un evento unico, data la rilevanza dei relatori e l’argomento di largo interesse.


Se da un lato ci sono bambini e ragazzi che richiedono Bisogni Educativi Speciali, dall’ altro c’è una scuola che non sempre è capace di trovare soluzioni, che si mostra inadeguata e non sta al passo con i tempi, restia al cambiamento. Gli allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento hanno “rotto l’equilibrio precario in cui versava la scuola da decenni” (tratto dal libro “Tutta un’altra scuola” di Giacomo Stella, professore ordinario di Psicologia Clinica al Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia e fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia, nonché supervisore scientifico della rete SOS Dislessia).


Una questione nodosa affrontata ampliamente e con professionalità durante l’evento.


Ha introdotto i lavori il dott. Giuseppe D’Ales, logopedista, che ha spiegato il fine del Convegno e ha parlato dell’apertura nel nuovo Centro SOS Dislessia di Trapani, che supporta bambini e adolescenti con Bisogni Educativi Speciali attraverso un doposcuola specialistico per il metodo di studio e l’autonomia.


Alcuni relatori hanno trattato la parte clinica relativa al riconoscimento e alla diagnosi dei DSA, del possibile intervento del doposcuola specialistico e della normativa a cui riferirsi (legge 170, ecc.). Citiamo il dott. Guido Dell’Acqua, rappresentante del MIUR; dott. Giuseppe Rizzuto, medico-direttore sanitario dei Centri siciliani; dott.ssa Monica Ciaramitaro, logopedista; dott. Sergio Messina, neuropsichiatra infantile; dott.ssa Donatella Capotumino, formatore AID Palermo.


L’altra parte dei relatori ha, invece, sottolineato l’importanza del fatto che soprattutto nella scuola non ci si dovrebbe basare sulla classificazione per etichette diagnostiche o per acronimi (come D.S.A, A.D.H.D, ecc.), ma bisognerebbe pensare ad un “capovolgimento” della struttura della classe e delle metodologie, una tra tutte, la flipped classroom. Il dott. Salvatore Giuliano, dirigente dell’ITIS “Ettore Majorana” di Brindisi ha adottato questa metodologia nella sua scuola, ottenendo risultati positivi per ciò che concerne il successo formativo degli alunni frequentanti.


Da alcuni video mostrati, si sono osservati degli alunni che lavoravano seguendo un metodo collaborativo e cooperativo con l’utilizzo di nuove tecnologie. Sembravano davvero entusiasti! Alla domanda provocatoria della D. S. dott.ssa Concetta Pacifico: “Avete notato ragazzi con D.S.A?” la platea è rimasta in religioso silenzio…ecco cosa si intende per reale inclusione!


Annullare le differenze, nel rispetto di ogni stile di apprendimento, ricercare e sperimentare scelte didattiche efficaci e, al tempo stesso, motivanti per gli allievi è la vera sfida!


Non semplice da attuare, tenendo conto delle carenze finanziarie, caos nell’organico del personale e numerosi edifici scolastici obsoleti.


Ma il messaggio che è passato è stato di speranza per le famiglie che nutrono aspettative per una scuola che possa occuparsi dei loro figli adeguatamente e ha scosso le coscienze degli insegnanti che si sentono soli ad affrontare le richieste di una società complessa e in veloce cambiamento. Il docente deve trasformarsi in regista capace di condurre ogni allievo a ricercare e a scoprire il piacere della conoscenza.


Infine, la Lectio Magistralis del prof. Stella ha rappresentato un momento di profonda riflessione per tutti i presenti: la scuola può essere un’autentica comunità educante solo se è capace di superare la paura del cambiamento, perché ciò porterebbe alla costituzione di una società di persone consapevoli e libere.

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